3 giorni a Bangkok: cosa vedere, cosa fare e consigli pratici

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Cosa vedere in 3 giorni a Bangkok? Tre giorni sono pochi, le cose da vedere a Bangkok sono molte, ma vi assicuro che con qualche levataccia e una buona organizzazione nulla è impossibile! Ho trascorso a Bangkok 3 giorni e mezzo, ed è la soluzione che consiglio anche a voi per tenervi qualche ora di relax dopo il volo che, nel mio caso, è atterrato ad ora di pranzo. Per semplicità l’itinerario che vi propongo è di 3 giorni, ma le attività della sera saranno 4. Scegliete quella che preferite e collocatela nel giorno di arrivo.

COME ARRIVARE DALL’AEROPORTO DI BANGKOK IN CENTRO

Arrivati all’aeroporto internazionale Suvarnabhumi, dopo aver passato il controllo alla dogana, potete raggiungere le zone più centrali di Bangkok in diversi modi, quelli che vi consiglio sono:

  • Taxi: visto il suo costo quasi irrisorio (10 euro compresi pedaggi autostradali), vi suggerisco questo mezzo per vivere in comodità l’ultimo tratto del lungo viaggio che vi ha condotto in Thailandia. Arrivati in aeroporto seguite le indicazioni “Public Taxi” e stampate da una delle macchinette il ticket che riporta il numero di corsia a cui arriverà il taxi a voi assegnato. Vi raccomando di cambiare un po’ di euro in baht prima di salire in taxi e di mostrare all’autista la vostra destinazione su Google Maps in modo che sia ben chiara. In condizioni di traffico normale, impiegherete 45/60 minuti a raggiungere la vostra destinazione finale a Bangkok.
  • Airport Link: con una tariffa incrementale da 15 a 45 baht (45 cent – 1,20 euro), l’Airport Link vi collega a fermate di metro e skytrain, in modo che possiate poi raggiungere la stazione più vicina alla vostra destinazione. Sicuramente è più economico del taxi, ma valutate se vi conviene a seconda dei cambi che dovete fare, soprattutto se viaggiate con bagagli pesanti. Qui sotto una chiarissima mappa delle linee.

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DOVE ALLOGGIARE A BANGKOK

Bangkok è una città enorme, è davvero difficile ragionare “per quartieri” come si farebbe, ad esempio, per una città europea. Il consiglio migliore che mi sento di darvi è quello di scegliere una struttura vicina ad una fermata dello Sky Train. Lo Sky Train è un treno sopraelevato ed è il mezzo più efficiente con cui potete spostarvi. E’ frequente e non risente del traffico soffocante di Bangkok. Potreste quindi iniziare la vostra ricerca dalle tre zone che vengono attraversate da questa linea: Sathorn, Silom e Siam.

Personalmente, ho scelto l’EASTIN GRAND HOTEL a Sathorn. Non posso che consigliarvi questa struttura: elegante, comoda, dotata di tutti i comfort. Nonostante la zona di Sathorn non vanti particolare attrattive, la posizione è comodissima: dal terzo piano dell’hotel si accede direttamente alla fermata Surasak dello Sky Train. In qualche fermata sarete a Silom o Siam, in una sola fermata al molo per salire a bordo del Chao Phraya Express. Colazione abbondante, infinite pool al 14esimo piano, servizi e camere impeccabili. Cosa si vuole più di così?

Potete controllare subito le tariffe su Booking o Agoda.

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COSA VEDERE A BANGKOK: GIORNO 1

COMPLESSO DEL PALAZZO REALE E WAT PHO

Vi suggerisco di trascorrere il primo giorno a Bangkok tra le attrazioni principali, quelle davvero imperdibili!
Puntate la sveglia presto e dirigetevi, come prima tappa, verso il complesso del Palazzo Reale. Parliamo di complesso proprio perchè non include solo il palazzo, ma una vasta serie di templi, statue e stupe, tra cui il famoso tempio del Buddha di Smeraldo (Wat Phra Kaew), probabilmente la meta di pellegrinaggio più famosa di tutto il paese. Sono convinta che non ci sia modo migliore per entrare in contatto con la città, vi assicuro che rimarrete a bocca aperta davanti ai templi, alle statue e alle strutture che ammirerete qui. Il costo di entrata è di 500 baht (circa 13 euro) e non dimenticate le regole di dresscode: gambe e spalle coperte, altrimenti non vi fanno entrare.

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Complesso del Buddha di Smeraldo (Wat Phra Kaew)

350 foto dopo… 😀 Siete pronti per la prossima meta, altrettanto famosa: il Wat Pho, ovvero il Tempio del Buddha Sdraiato. Si trova nelle vicinanze del Palazzo Reale e potrete raggiungerlo in circa 15 minuti a piedi costeggiandone le mura fino al lato meridionale. Vi immaginate il Buddha sdraiato imponente? Beh, lo è di più! Misura 46m in lunghezza e 15m in altezza. Il corpo è rivestito d’oro, gli occhi e i piedi sono decorati con madreperla, e sulle piante dei piedi sono raffigurate 108 scene augurali abbellite da conchiglie in stile cinese e indiano. Davvero uno spettacolo! Passeggiare a piedi scalzi tra questi templi vi permetterà di essere subito abbracciati dall’atmosfera speciale dei luoghi e di condividerne la profonda spiritualità. In altre parole, un’esperienza che va al di là delle cose che vedrete.

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Wat Pho

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Wat Pho – Dettaglio

WAT SUTHAT E WAT SAKET (GOLDEN MOUNTAIN)

Da qui vi consiglio di prendere un taxi oppure un tuk tuk e dirigervi verso il Wat Suthat, decisamente meno affollato ed esteso dei precedenti, ma molto bello. Al suo esterno trovate anche il The Giant Swing, un'”altalena” alta ben 30 metri, dalla valenza religiosa. Niente di troppo significativo, ma con la luce giusta potete scattare delle foto interessanti. Da qui proseguite e piedi fino al Wat Saket, tempio conosciuto come The Golden Mountain. Troverete chiare indicazioni per raggiungerla e durante la breve passeggiata abbiamo percorso una via dedicata quasi interamente a laboratori per la lavorazione del legno, davvero interessante. Una volta raggiunta la Montagna d’Oro vi aspetta la scalata fino alla sua vetta: da cui potrete godere di una bella visuale della città.

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Wat Suthat

KHAO SAN ROAD E SKY BAR

Dopo aver fatto il pieno di templi, Bangkok vi riserva anche un po’ di svago. La via più famosa di tutta la città, destinazione di ogni backpacker che si rispetti, vi sta aspettando, anche se backpacker non lo siete. Khao San Road vi assorbirà nel suo caos, tra bancarelle, negozi e bar. Inutile dire che Khao San Road è uno tra i luoghi più turistici di tutta Bangkok, ma una passeggiata qui non può mancare. Noi ci siamo dedicati ad un po’ di shopping e abbiamo consumato un drink in uno dei tanti bar.

Lo so, la giornata è stata lunga, ma non siete curiosi di ammirare le luci di Bangkok da ben 250 metri di altezza? Lo Sky Bar del Lebua (sì, quello di Una notte da leoni 2!) vi aspetta. Salite fino al 64esimo piano per godere di una vista di Bangkok senza eguali. Non sarà una sorpresa appurare che i cocktail costano una follia (15-20 euro di partenza), ma volete veramente arrivare fin qui e non festeggiare con un brindisi a 250 metri di altezza? Quando vi ricapita! 🙂 In alternativa potete visitare il Vertigo & Moon Bar, che alcuni preferiscono rispetto al Lebua. L’esperienza al Lebua è stata pazzesca, quindi non mancherò di visitare il Vertigo la prossima volta che passerò per Bangkok.

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Vista dallo SkyBar del Lebua

Riassumendo, ecco il piano del primo giorno:

  • Grand Palace e Wat Phra Kaew
  • Wat Pho
  • Wat Suthat
  • Golden Mountain
  • Khao San Road
  • Sky Bar

 

COSA VEDERE A BANGKOK: GIORNO 2

GIRO DEI CANALI DI THOMBURI

Non vi ripeto nemmeno di puntare la sveglia presto. E’ sottointeso!
Potete però tirare un sospiro di sollievo sapendo che, seguendo questo itinerario, le prime ore della giornata le passerete comodamente (o quasi) seduti a bordo di una long tail boat. Recatevi presso uno dei moli principali (nel nostro caso quello di Sathorn, ma potete anche andare a Tha Chang o Tha Thien) e acquistate uno dei tour dei canali (khlongs) di Thonburi.

Consiglio che vale più o meno per qualsiasi cosa in Thailandia: concordate il prezzo prima di iniziare il tour! Vi suggerisco di optare per uno dei giri più lunghi, minimo di due ore, per assicurarvi di vedere qualcosa in più del minimo indispensabile. La scelta su dove andare è vasta, alcune tappe da non perdere: Khlong Mon, Klong Bangkok Noi e Klong Bangkok Yai, e anche il Museo delle chiatte reali, che contiene le barche splendidamente decorate e delle zattere assolutamente uniche in Thailandia. Se come nel nostro caso fate il tour nel weekend, fermatevi anche al mercato galleggiante di Tailing Chang.

Abbiamo pagato un totale di 1800 baht (circa 45 euro), quasi dimezzando la loro offerta iniziale. Ammetto però di non essere un’abilissima contrattatrice, quindi in stagioni meno affollate potreste spuntarla con 1500 baht. Abbiamo avuto la fortuna di essere gli unici a bordo della barca, e questo ha reso il tour più rilassante e ci ha permesso di scattare foto più in tranquillità.

Tornando al tour: è un piccolo viaggio sull’acqua. Essendo rimasta provincia autonoma, fino a quando non è stata incorporata nell’attuale Bangkok nel 1972, Thonburi, l’antica capitale Bangkok, ha evitato gran parte dello sviluppo moderno che vedete altrove. La sua rete artificiale di khlongs, i canali, conserva gran parte del suo fascino originario. Navigare tra le palafitte e le abitazioni costruite interamente sull’acqua è un’esperienza che senza dubbio rimarrà impressa nei vostri ricordi thailandesi. Sarà inevitabile sbirciare all’interno di queste case e rimanere stupiti davanti allo stile di vita delle persone che le abitano.

Questo spaccato di vita di Bangkok e il forte contrasto tra i canali e i grattacieli a poche centinaia di metri di distanza sono degli aspetti da non perdere quando si visita la città. Dopo esser passati anche dal mercato galleggiante di Tailing Chang (peccato non essere scesi, insistete con il vostro autista e fate in modo che si fermi) e il museo della chiatte reali, abbiamo terminato il tour facendoci lasciare, come concordato all’inizio, al Wat Arun, il tempio dell’alba.

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WAT ARUN

Il Wat Arun è un altro dei simboli di Bangkok, non potete perderlo. Purtroppo è da molto tempo in ristrutturazione (dovrebbe terminare a breve), ma normalmente potete salire in cima dopo una ripida scalata ed avere una bella visuale della città a 360°. Vista che giustificherebbe i 50 baht di ingresso, un po’ ingiusti altrimenti (parliamo comunque di poco più di 1 euro, non accaniamoci!). Lo stile di questo complesso è tipicamente birmano, noterete quindi molta differenza rispetto ai templi visitati il giorno precedente.

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CHINATOWN E SIAM

Salite ora a bordo di un battello e attraversate il Chao Praya sbarcando al Tha Ratchawong Pier, il molo di Chinatown. Preparatevi ad entrare nel caos più profondo e sregolato della città. Sostenere che Chinatown sia bella è un’eresia, ma che sia da vedere è altrettanto indubbio. Qui rischiate davvero di perdervi tra gli street market e i vicoli, mentirei se vi dicessi che ricordo il nome di tutte le vie percorse. Se volete concentrarvi su due vie in particolare, storiche di Chinatown, percorrete Sampang Lane (o Sampheng Lane) e il Trok Itsaranuphap, un vicolo strettissimo al cui interno troverete banchi con in vendita il cibo più improbabile, sconosciuto e probabilmente disgustoso che abbiate mai visto. So che dalle premesse sembra un posto orribile, ma vi assicuro che la vostra visita a Bangkok sarebbe incompleta se non vedeste anche questo, compresi i topi che scorrazzano sotto le stesse bancarelle che cucinano cibo. Cibo che, in questa zona, vi consiglio di guardare solo da lontano se non conoscete indirizzi fidati. 😀

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Chinatown in tutta la sua confusione!

Provati dall’esperienza di Chinatown dirigetevi verso la stazione principale di Hua Lamphong, passando per il Wat Traimit. Poco interessante architettonicamente è però famoso perché custodisce al suo interno una statua del Buddha tutta in oro massiccio alta 3 metri e pesante 5 tonnellate. Noi eravamo davvero sfiniti e ci abbiamo buttato un occhio di passaggio! Non avendo ancora pranzato abbiamo preso un taxi e siamo passati ad una vicina ma completamente diversa zona della città, Siam, per mangiare qualcosa alla Food Court del Siam Paragon, uno dei centri commerciali più belli di Bangkok. Consiglio di visitare uno dei centri commerciali per pranzo in modo da ottimizzare i tempi, a meno che non siate interessati allo shopping. Spesso hanno infatti dei piani dedicati al cibo, sicuramente non economici per gli standard Thai, ma molto belli e ricchi di alternative al cibo thai, da cui, ogni tanto, va bene prendersi una pausa.

Tenete duro, l’itinerario del secondo giorno è quasi giunto a conclusione. Ma prima di rientrare al vostro alloggio c’è un’altra meta interessante a breve distanza da Siam Square: la Jim Thompson’s house. Jim Thompson è stato un imprenditore statunitense che aiutò a rivitalizzare l’industria tessile thailandese della seta negli anni cinquanta e sessanta. E’ possibile visitare la sua casa, in pieno stile Thai, a cui è possibile accedere solo con tour guidato di una mezzora abbondante. Premetto però una cosa, la gentile ragazza che ci ha accompagnato nel tour parlava un Inglese assolutamente incomprensibile! 😀 Quindi, un consiglio: informatevi e studiate un pochino prima di entrare. Vi do un ultimo suggerimento: una volta terminato il tour, c’è una navetta gratuita che vi riporta alla fermata dello sky train. Sono pochi metri, ma dopo una giornata così intensa vi assicuro che vi farà comodo.

PATPONG

La serata, dopo esservi riposati a dovere, dedicatela ad un mercato. Una passeggiata nel quartiere di Patpong e nel suo Night Market, per quanto turistico e “red lights”, è comunque divertente. Altrimenti optate per il Pak Khlong Talat, il Mercato dei Fiori, che nella sera è proprio al massimo della sua attività. Mi dispiace non esserci stata, ma so che è molto apprezzato e lo inserisco tra le mete per la prossima visita.

Riassumendo, ecco il piano del secondo giorno:

  • Giro dei khlons di Thonburi
  • Wat Arun
  • Chinatown
  • Wat Traimit
  • Siam e Jim Thompson’s House
  • Patpong Night Market o Pak Khlong Talat

 

COSA VEDERE A BANGKOK: GIORNO 3

AYUTTHAYA

Mi odierete per questo, ma ve lo devo dire: oggi la sveglia dovete puntarla ancora prima dei giorni precedenti! Si parte alla volta di Ayutthaya, distante circa 80 km da Bangkok e Capitale del Siam dal XIV al XVIII secolo. Ne visiterete il Parco Storico, patrimonio dell’umanità dell’Unesco dal 1991. Si tratta di una vasta isola circondata ai quattro lati da tre fiumi e un canale che custodisce le rovine dell’antica città, quasi completamente distrutta nel ‘700 a seguito di attacchi da parte dei Birmani.

Per quanto riguarda i trasporti, come arrivare e come muovervi ad Ayutthaya, vi rimando al post dedicato, in cui vi suggerisco anche un paio di trucchetti utili per risparmiare e non cadere nelle trappole per turisti.
VAI AL POST: “AYUTTHAYA E BANG PA-IN PALACE: LA GITA DA NON PERDERE SE SEI A BANGKOK”

Se le info dettagliate al momento non vi interessano, vi basterà sapere che si può raggiungere sia in treno che in minivan. Vi consiglio sicuramente il primo, perchè vi permette di entrare veramente in contatto con i mezzi e lo stile di vita thai, ad un prezzo veramente irrisorio di 20 baht (50 cent) per un viaggio di circa 1h e mezza.

Vi consiglio poi di ingaggiare un tuk tuk e farvi portare in giro, il sito è davvero ampio e a piedi sarebbe una sfaticata, diciamolo. L’idea della bici ci piaceva, ma faceva decisamente troppo caldo! Le tappe che non potete perdere nel vostro tour sono:

  • il Wat Pra Si Sanphet, il più importante complesso di templi che anticamente custodiva un Buddha di 16 mt ricoperto da 250 kg d’oro e famoso per i tre stupa a forma di campana posti in fila al centro.
  • il Wat Phra Mahathat, dove trovate la famosa testa di Buddha incastonata tra le radici di un albero.
  • il Wat Ratcha Burana, uno dei templi antichi meglio conservati.
  • il Wat Phra Ram, uno dei pochi esempi di architettura khmer.


Di templi da vedere ce ne sarebbero tantissimi altri, tra cui il Wat Chai Wattanaram, un po’ più dislocato, e il Wat Yai Chaimongkhon. Quelli che ho elencato sono quelli che ci ha proposto il nostro autista facendo un giro di circa 2h e mezza. Si sarebbe potuto vedere qualcosa in più con 3 ore, quindi vi consiglio di arrivare con le idee ben chiare su cosa volete vedere.

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La famosa testa di Buddha incastonata tra le radici – Wat Mahathat

BANG PA-IN PALACE

Ma non tutto il male viene per nuocere, infatti siamo tornati in tempo per prendere il treno che ci ha portati alla fermata di Bang Pa-In, da cui abbiamo potuto visitare l’omonimo palazzo, detto anche Palazzo d’estate. Non mi dilungo qui sulle questioni logistiche, per cui vi rimando nuovamente al post.

La visita ci è piaciuta tantissimo! Lo stile è un misto neoclassico francese, gotico vittoriano, cinese e thai tradizionale. Si potrebbe pensare che tutti questi stili non possano stare insieme, ma in realtà è un luogo di grande eleganza e fascino. La passeggiata tra i giardini impeccabili sarà piacevole e reputo che una sosta al Bang Pa-In Palace sia d’obbligo di ritorno da Ayutthaya. Il costo di entrata è di 100 baht e tengo a sottolineare che questo è il luogo in cui i controlli sull’abbigliamento sono stati più rigidi. Sono stata assalita (per modo di dire!) da due ragazze dello staff che hanno provveduto personalmente ad avvolgermi completamente nel pareo che avevo legato in vita e a farmi indossare il golfino a maniche lunghe con cui coprivo le spalle. Con 35 gradi. Coperta da testa a piedi. Ve lo raccomando!

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ASIATIQUE

Una volta tornati a Bangkok e, come al solito, dopo aver recuperato un po’ di forze, vi consiglio di chiamare un taxi e farvi portare ad Asiatique. Asiatique è un complesso di costruzione recente situato sulla sponda est del Chao Praya nella zona sud della città. Qui trovate ristoranti con musica dal vivo, bar e tantissimi negozietti. Ci è piaciuto molto. Ha sicuramente un’impronta un po’ più occidentale e “regolata” ma abbiamo anche trovato delle belle cose da acquistare a buoni prezzi. Se poi proprio non potete resistere, fate anche un giro sulla ruota panoramica!

Riassumendo, ecco il piano del terzo giorno:

  • Ayutthaya
  • Bang Pa-In Palace
  • Asiatique


Travelers, ho cercato di riassumere quanto più chiaramente possibile l’itinerario che ho fatto in una delle città più caotiche del mondo.
Spero vi sarà utile per la vostra visita a Bangkok! 🙂

Se invece ci siete già stati, consigliereste qualcosa di diverso? Vi è piaciuta la città? Fatemelo sapere!

Martina

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About the Author

Martina

Sono Martina, abito a Padova e nella vita, oltre ad essere un’instancabile viaggiatrice, sono una Web Developer a tempo pieno. Amo la fotografia. Spero di riuscire ad ispirare chi, come me, è animato da una grande passione per la scoperta di posti nuovi.

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