Cosa vedere ad Angkor: i templi più belli da non perdere

Le parole ed i racconti dedicati alla Cambogia non sono mai abbastanza, soprattutto quando raccontiamo della sua attrazione principale: i templi. In questo post vi elenco quelli che, a mio parere, sono i templi più belli di Angkor. Spero che questa lista vi sia d’aiuto quando organizzerete la vostra visita a questo complesso immenso, che meriterebbe sempre più giornate di quelle che abbiamo la possibilità di dedicarvi. Quelli elencati qui sotto sono i templi che non dovete assolutamente perdere e che riuscirete a distribuire in pochi giorni di permanenza.

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ANGKOR WAT

Primo fra tutti, il protagonista, l’Angkor Wat. Trovarselo davanti, in tutta la sua maestosità, ricompensa la fatica data dal caldo, da un viaggio lungo, dalle levatacce. Fu fatto costruire nell’XI secolo dal re Suryavarman, che ordinò che la costruzione del gigantesco edificio partisse contemporaneamente dai 4 lati, cosicché l’opera venisse completata in meno di 40 anni. Originariamente concepito come un tempio indù, fu gradualmente trasformato in un tempio buddista verso la fine del XII secolo. Oggi è il più grande monumento religioso nel mondo ed è la rappresentazione del Monte Meru, la casa degli dei.

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Il famosissimo Angkor Wat

BAYON

Il Bayon è uno dei templi più affascinanti dell’intero complesso. E’ l’ultimo tempio di stato che fu edificato ad Angkor e l’unico ad essere costruito principalmente come tempio buddista. Si trova al centro dell’Angkor Thom, l’antica capitale di Angkor, e sui quattro lati delle torri principali che lo compongono sono scolpiti i visi sorridenti e talvolta misteriosi di – pare – Jayavarman VII, il re che ne ordinò la costruzione. I volti sono ben 216! Vi sentirete a dir poco… osservati.

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I volti del Bayon

TA PROHM

Set cinematografico di uno degli episodi della saga di Tomb Raider, sicuramente riconoscerete il Ta Prohm per le fitte radici che avvolgono parte del tempio. E’ un luogo estremamente suggestivo (e purtroppo sempre molto affollato), imperdibile durante la vostra visita ad Angkor. I massi ammucchiati, le radici che conquistano il loro spazio tra i corridoi del tempio vi faranno percepire il ruolo preponderante della natura all’interno del complesso.

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Ta Prohm, presente anche in un episodio della saga di Tomb Raider

BAPHOUN

A breve distanza a piedi dal Bayon, vi consiglio di visitare il Baphoun. Vi accoglierà con le ampie vasche laterali che costeggiano l’entrata. La parte più bella di questo tempio consiste nello scalarlo fino in cima. Da qui potrete godere di un bel panorama della zona circostante.

BAPHOUN

La vista dal Baphuon

BANTEAY SREI

Il Banteay Srei è un tempio induista del X secolo d.C. situato a circa 35km da Siem Reap. Il suo nome significa “Fortezza delle donne” ed è dedicato al dio indù Shiva. La maggior parte del tempio è costruito in arenaria rossa e le colonne e le pareti interne presentano un numero incredibile di decorazioni dettagliatissime. Vi consiglio di visitarlo di prima mattina, in quanto molto affollato durante il giorno.

banteai srei

I colori del Banteai Srei

TA SOM

Tempio minore da non perdere! Fu costruito dalla fine del XII secolo da Jayavarman VII. Il Ta Som ha una pianta che riporta su una scala inferiore e semplificata la planimetria di complessi buddisti più famosi dello stesso sovrano, quali Ta Prohm e Banteay Kdei.

Ta Som

La natura che prende il sopravvento (Ta Som)

Banteay Kdei

Qui le rovine sono le protagoniste, ma è anche per questo si apprezza questo tempio. Per il suo stato un po’ trascurato, di abbandono. Un susseguirsi affascinante di corridoi in penombra e piccoli cortili.

Banteai Kdei

Banteai Kdei

Pre Rup

Indubbiamente uno dei templi più belli del complesso di Angkor. È un “tempio-montagna” a costruzione mista di mattoni, arenaria e laterite. Tra i Cambogiani è credenza comune che presso il Pre Rup venissero svolte cerimonie funebri di cremazione. Come potete intuire dalla foto qui sotto, potete arrampicarvi liberamente sul Pre Rup attraverso le sue imponenti scalinate.

Pre Rup

Dalla cime adel Pre Rup

Neak Pean

Un tempio sui generis, in quanto collocato su un’isola artificiale e raggiungibile tramite una stretta e discretamente lunga passerella. Tradotto letteralmente il nome del tempio significa “Il serpente intrecciato” e la costruzione era luogo di culto per i malati, infatti si riteneva che le acque del posto avessero dei poteri curativi.

Neak Pean

Il tempio isola, Neak Pean

Preah Khan

E’ uno dei complessi architettonici più estesi di Angkor. Come il vicino Ta Prohm, Preah Khan è rimasto in gran parte non restaurato e tra le rovine sono cresciuti alberi ed arbusti. La pianta è abbastanza complessa: sono presenti delle gallerie rettangolari concentriche e un satuario buddista con torre centrale, ma non mancano inotrno templi induisti risalenti allo stesso periodo (XII secolo) o successivi.

Preah Khan

Le rovine del Preah Khan

Mebon Orientale

Il Re Rajendravarman eresse il tempio del Mebon per sacralizzare l’immenso bacino idrico del Baray Orientale, lungo più di 7km. Una volta questo tempio era circondato d’acqua e al centro sorgeva un isolotto. Lo si raggiungeva con una barchetta e davanti al molo erano costruiti due leoni in arenaria. La tematica faunistica è protagonista nel Mebon, accentuata dalla presenza di due elefanti enormi posizionati ai lati che fanno da guardiani al tempio.

east mebon

Mebon Orientale

Allego la mappa che contiene i templi più belli di Angkor menzionati. Potrete salvarla e consultarla al bisogno:

Travelers, per viistare a fondo il complesso di Angkor servirebbe molto tempo. Dato che il più non delle volte ci possiamo concedere solo pochi giorni di visita, spero che questa selezione vi sarà utile per costruire il vostro itinerario. 🙂 A questo propostio vi rimando al post per conoscere anche i dintorni di Siem Reap.

A presto,

Martina

About the Author

Martina

Sono Martina, abito a Padova e nella vita, oltre ad essere un’instancabile viaggiatrice, sono una Web Developer a tempo pieno. Amo la fotografia. Spero di riuscire ad ispirare chi, come me, è animato da una grande passione per la scoperta di posti nuovi.

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