Erasmus a Bruxelles: i consigli di chi l’ha fatto veramente

  • erasmus-bruxelles

    Facoltà di Economia

    Università degli Studi di Padova

    settembre 2015 – gennaio 2016

    “La grande bellezza dell’Erasmus è il sentimento di intima fratellanza che nasce tra compagni di studio e di avventure, è sentire come le differenze culturali e linguistiche si annullino per lasciare spazio ad amicizie sincere.”


    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

    airbnb_30_it

  • #1 Che consigli daresti a chi è in cerca di una casa o alloggio a Bruxelles? Qual è la spesa indicativa mensile per l’affitto?

    Bruxelles, anche se relativamente piccola rispetto alle altre capitali europee (conta poco più di 1 milione di abitanti), è pur sempre una capitale e, per questo motivo, trovare una stanza non è semplice. Il mio consiglio è quello di cercare senza sosta sui siti internet iniziando con largo anticipo. In primis cercate nelle pagine Facebook in lingua francese (BXL à louer è la più popolare), in seguito nei siti di annunci per studenti come Brukot o Housing Anywhere. Individuate gli appartamenti migliori per rapporto qualità/prezzo e, per evitare spiacevoli sorprese al vostro arrivo, andate a vederli di persona. Per i primi tempi vi consiglio di alloggiare in ostello o da privati con Airbnb. Io ho adottato questa soluzione ed è stato un ottimo modo per ambientarmi in città e ricevere sostegno morale nella ricerca! Considerate che, in qualsiasi zona, è molto difficile spendere meno di 400 € per una stanza singola. Quindi, dubitate fortemente di tutto ciò che è troppo economico!

    #2 In generale, come definiresti il costo della vita a Bruxelles?

    Prima di partire tutti mi dicevano che in Belgio il costo della vita è piuttosto alto, ma a mio parere, una volta pagato l’affitto, il resto ha prezzi accessibili e vi potrete permettere un semestre abbastanza agiato. Per esempio, l’abbonamento annuale per i mezzi di trasporto pubblico ha un costo davvero irrisorio, soprattutto se confrontato con l’amata Trenitalia (120 €): con 5 € gli studenti possono arrivare in treno in qualsiasi città del Belgio.
    Ci sono poi supermercati per tutti i gusti e le tasche. I ristoranti, invece, hanno costi abbastanza proibitivi e anche le birre non sono as cheap as you think.

    #3 La lingua è stato un problema? Hai avuto difficoltà ad interagire con la gente locale? Hai seguito qualche corso?

    Il Belgio è un paese bilingue: la popolazione è divisa tra francofoni e fiamminghi (che parlano un dialetto olandese), con una minoranza tedesca nella parte meridionale, ma a Bruxelles la lingua veicolare è senza dubbio il francese. L’inglese non è così popolare come ci si aspetterebbe, nemmeno tra gli studenti universitari: se non siete armati di un buon francese, sicuramente sarà più difficile adattarsi e anche trovare casa. Io avevo studiato francese solo alla scuola media, ma nel giro di un mese ero già in grado di comunicare perfettamente, grazie alla convivenza con ragazzi/e di nazionalità belga e ad un corso frequentato a Padova prima di partire, che mi aveva permesso di rispolverare un po’ la lingua.

    #4 E’ stato difficile adattarsi allo stile di vita di Bruxelles (ad es. cucina, mezzi di traporto)?

    Assolutamente no! La cucina locale con cioccolata, birra, patatine fritte e waffles soddisfa tutti i palati e al vostro ritorno vi farà (quasi) rimpiangere di essere tornati. Lo stile di vita è come in tutte le altre città europee anche per quanto riguarda gli orari.

    #5 Le 3 difficoltà più grandi che hai incontrato nel tuo Erasmus a Bruxelles 

    1. Arrivati a questo punto, devo rivelarvelo: i coinquilini. Il Belgio è un paese strano e così lo sono i suoi abitanti. O almeno così lo sono quelli che ho conosciuto io.
    2. L’allerta per il terrorismo: scoppiata dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015, ha portato al lockdown di Bruxelles per 5 giorni, alla chiusura della metro, all’annullamento delle feste studentesche e dei fuochi d’artificio per l’ultimo dell’anno, ha riempito le strade di militari e allarmato sproporzionatamente i familiari a casa. Sono stati giorni difficili che non auguro a nessuno, ma che al contempo non devono fermare la voglia di partire, scoprire e mettersi alla prova distante da casa.
    3. Last but not least: la parrucchiera! Se volete evitare traumi da taglio creativo e asciugature selvagge che vi costringeranno a nascondervi sotto al cappuccio e sedervi in fondo all’autobus nella speranza di passare inosservati, tagliatevi i capelli dal parrucchiere di fiducia nel vostro paesello natio. Italians do it better.

    #6 I 3 aspetti migliori del tuo Erasmus a Bruxelles

    1. I viaggi: grazie a Megabus, Flixbus e Ryanair potrete visitare i paesi limitrofi con un budget veramente ridotto e in tempi ristretti. Bruxelles è collocata infatti in un punto strategico al centro dell’Europa ed è servitissima in quanto a stazioni ferroviarie ed aeroporti. Qualche spunto? Parigi, Berlino, Amsterdam, Colonia, Lussemburgo… E prima di tornare definitivamente in Italia, mi sono regalata un viaggetto a Copenaghen a soli 35€ di biglietto aereo a/r. Senza dimenticare ovviamente il Belgio: le Fiandre sono una delle regioni d’Europa più suggestive che io abbia mai visitato, piene di piccoli gioielli come Bruges (Brugge), Gand (Gent) e Anversa (Antwerpen) che faranno brillare gli occhi agli amanti d’arte, architettura e design.
    2. L’atmosfera che si respira a Bruxelles: non è Parigi e non ambisce ad esserlo, ma sa affascinare con le sue piazze maestose, i suoi vicoletti, i localini nascosti, i negozi d’antiquariato e quelli d’abbigliamento vintage, le mostre d’arte dietro casa, i mercatini della domenica, le leccornie che si possono gustare per qualche spicciolo all’angolo della strada. E poi l’immensa cordialità dei belgi, che si sforzano di capire il vostro francese italianizzato, per darvi indicazioni stradali o per chiacchierare con voi davanti ad un pub alle 2 di notte e darvi l’impressione che, dopotutto, non siete poi così distanti da casa…
    3. Sono le persone che incontri sulla strada che danno un significato al tuo viaggio: la “grande bellezza” dell’Erasmus è questo sentimento di intima fratellanza che nasce tra compagni di studio e di avventure, è sentire come le differenze culturali e linguistiche si annullino per lasciare spazio ad amicizie sincere, dove contano più i fatti che le parole…provare per credere!

    #7 I 3 consigli che daresti alle persone che stanno per iniziare un Erasmus a Bruxelles

    1. In Belgio piove sempre? Una falsa credenza: impermeabili, ombrelli e quant’altro a poco sono serviti con il clima mite che ha caratterizzato l’intero semestre invernale. Cappotto estratto dall’armadio solo a dicembre e ad uso quasi decorativo; comparsa inaspettata della neve nell’unico momento indesiderato, ossia quello dell’ultimo viaggio verso l’aeroporto, mentre cerchi di trascinarti dietro 35 kg di necessaire tra valigie, zaini e borse straripanti di calzini spaiati e libri che non avrei mai più riaperto.
    2. Selezionate con cura l’operatore telefonico a cui affidarvi e monitorate il vostro traffico mensile, in quanto non è difficile vedersi sottrarre dal proprio conto bancario somme inspiegabili.
    3. Dedicatevi dei pomeriggi per scoprire quartieri della città, visitare i musei e perdervi nei suoi immensi parchi urbani (il mio preferito è Bois de la Cambre, in autunno è un luogo davvero fiabesco). Ho letto una volta da qualche parte: “Parigi vi renderà parigini, Londra vi renderà londinesi, ma Bruxelles vi renderà voi stessi.”

    #8 Consiglieresti Bruxelles come meta di un Erasmus?

    Non credo che Bruxelles sia la città più studentesca del Belgio (a pochi km di distanza vi è Leuven, che insieme a Gent è il vero nucleo universitario), nonostante questo è ricca di vita notturna e di iniziative culturali che la rendono una meta attraente. C’è poi da dire che è pur sempre una capitale e per questo si rischia un po’ l’effetto “dispersione”.

    #9 Invece, se ce ne fosse occasione, ti trasferiresti a Bruxelles?

    Se lo facessi, sarebbe principalmente per un motivo: le istituzioni europee, che costituiscono il cuore pulsante della città e offrono lavoro a giovani provenienti da tutta Europa. Per il resto, la qualità della vita non è altissima: è molto trafficata e i trasporti pubblici non sono sempre efficienti, caratteristiche che la mia città ideale non deve avere. In ogni caso, per un periodo limitato sarei disposta a trasferirmi.

    #10 Un saluto nella lingua locale! 🙂

    À tantôt!

About the Author

Martina

Sono Martina, abito a Padova e nella vita, oltre ad essere un’instancabile viaggiatrice, sono una Web Developer a tempo pieno. Amo la fotografia. Spero di riuscire ad ispirare chi, come me, è animato da una grande passione per la scoperta di posti nuovi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *