Cambogia: visitare Angkor e Siem Reap in 3 giorni

Il complesso di Angkor era per me un po’ un mito. Quando si programma un viaggio in sud est asiatico le immagini dell’Angkor Wat, del Bayon e di tanti altri templi iniziano a popolare invadenti i risultati delle nostre ricerche, insieme ai consigli su cosa vedere e come visitare Angkor. Come a farci capire che, non importa quale sia la nostra destinazione finale, loro sono lì ad aspettarci. Dopo la prima tappa in Thailandia l’anno scorso (trovate i post qui), visitare la Cambogia nel 2018 mi sembrava una continuazione quasi doverosa del percorso. Un tassello fondamentale da aggiungere quanto prima all’affascinante puzzle che compone questa zona del mondo.

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Visitando Angkor, che consiste in un distretto appartenente alla cittadina di Siem Reap, sarete trasportati in un’altra epoca, quella del grande impero Khmer. Varcare porte di pietra imponenti, camminare tra i corridoi in rovina, ammirare le radici emerse di alberi secolari vi farà sentir parte, come non mai, della maestosità impressionante che caratterizza questo complesso unico al mondo.

Angkor è infatti il più grande sito religioso del mondo, conta 72 templi principali e un migliaio di templi secondari, tra induisti e buddisti, distribuiti in un’estensione di circa 400 km2. Angkor, dal 1992 patrimonio dell’UNESCO, risale all’800 d.c e ha continuato a svilupparsi fino al 1400 circa, arricchendo l’area asiatica di tutto il suo splendore e la sua potenza. Pensate che vantava più di un milione di abitanti quando Londra ne contava solo 50.000. Tuttavia il sito venne scoperto molto più tardi, nel 1860, dal francese Henri Mouho che lo definì “più grandioso di qualsiasi cosa ci abbiano lasciato i greci o i romani”. Da quel momento la sua fama di Angkor non fece che crescere, diventando una delle mete più ambite di tutto il mondo.

Le informazioni a riguardo sono molte, in questo post voglio condividere con voi i consigli pratici per visitare il complesso di Angkor e la zona di Siem Reap in 3 giorni.

INFORMAZIONI PRATICHE

QUANTO COSTA VISITARE ANGKOR? LE TIPOLOGIE DI BIGLIETTO

Il biglietto di ingresso viene acquistato presso un edificio collocato sulla strada che collega Siem Reap ad Angkor. Ci sono tre formule di ingressi, il cui prezzo è aumentato a febbraio 2017 con le seguenti tariffe:

1 giorno: 37 USD (valido il giorno dell’acquisto)

3 giorni: 62 USD (valido per 10 giorni dalla data di acquisto)

7 giorni: 72 USD (valido per un mese dalla data di acquisto)

Le biglietterie sono aperte tutti i giorni dalle 5 del mattino alle 17:30. I biglietti acquistati fino alle 17 sono validi per il giorno corrente, quelli acquistati dopo le 17, sono validi dal giorno successivo.

Il biglietto è personale e non cedibile, al momento dell’acquisto vi verrà infatti scattata una foto che apparirà sul vostro pass. Attenzione a non perderlo, incorrereste in multe molto salate. Voglio poi riportarvi la mia esperienza riguardo ai metodi di pagamento: nonostante nel sito ufficiale venga pubblicizzata la possibilità di pagare con le carte, quando ho visitato Angkor a febbraio i pos non funzionavano. Sarà stata sfortunata, però sappiate che può capitare.

COME VISITARE ANGKOR. BICICLETTA O TUK TUK?

I mezzi che vanno per la maggiore sono due, la bicicletta ed il tuk tuk. La prima mi sento di consigliarla solo se siete abbastanza allenati, non soffrite troppo il caldo, e se avete intenzione di utilizzarla per visitare solo il piccolo circuito (dettagli sotto). La scelta che vi consiglio di fare è il tipico tuk tuk. Concordate in anticipo con il vostro driver prezzo ed itinerario e lui vi accompagnerà alla scoperta del complesso. Vi suggerisco di contattare il vostro driver prima di raggiugnere la Cambogia, in modo da esser certi di aver scelto una persona fidata, evitando sorprese, inutili attese oppure itinerari improvvisati. Mi sono trovata benissimo con Ngin Phalit (aka Paul), che potete contattare su Facebook conversando tranquillamente in Inglese: profilo Facebook di Paul. Paul è un bravissimo ragazzo e vi condurrà, sempre presente ma mai invadente, alla scoperta delle bellezze del luogo.

tuktuk-angkor

A bordo del nostro tuk tuk in compagnia di Paul

COME VESTIRSI AD ANGKOR

La regola è molto semplice: spalle e ginocchia coperte. Inutile specificare che solitamente lo staff è più intransigente con le donne, anche se sinceramente ho visto più di qualcuna violare questa regola senza nessun rimprovero (come invece, per chi se lo ricorda, mi è successo ad Ayutthaya l’anno scorso :)). Amiche viaggiatrici, mi rivolgo a voi: un abbigliamento con cui mi sono trovata molto bene è stato t-shirt di cotone abbinata pantaloni lunghi di tela leggerissima. Quelli classici del sud est asiatico per intenderci, con le improbabili fantasie che ci sentiamo confident ad indossare solo in quella parte del mondo. In linea generale, è fondamentale mantenere un comportamento decoroso ed educato, nell’ottica di salvaguardare la religiosità dei templi di Angkor.

come vestirsi ad angkor

Il mio look cambogiano

DOVE DORMIRE AD ANGKOR

Le possibilità sono quasi infinite e sono disponibili alloggi per tutte le tasche, quasi tutti nella cittadina di Siem Reap. Come al solito, per il sud est asiatico vi consiglio di utilizzare Agoda, cliccando qui trovate le strutture a Siem Reap. Personalmente ho avuto l’occasione di soggiornare in un luogo da favola di cui vi ho parlato qui: Jaya House River Park: il lusso eco-friendly a Siem Reap.

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VISITARE ANGKOR E DINTORNI IN 3 GIORNI: L’ITINERARIO

IL GRANDE CIRCUITO DI ANGKOR

La visita di Angkor viene originariamente mappata in due circuiti, il grande ed il piccolo. Come suggerisce il nome, il Grande Circuito è quello più lungo (26km), ma tocca tuttavia i templi più piccoli e meno conosciuti. Iniziare da qui vi permetterà di “meravigliarvi gradualmente” fino ai più famosi che troverete nel Piccolo Circuito che, se visitati per primi, un po’ sminuirebbero quelli minori. Non fraintendetemi: i più piccoli sono ugualmente fantastici e l’esperienza che si vive visitandoli la definisco complementare a quella vissuta visitando i più imponenti. Meno gente, più silenzio, spazi più piccoli, più libertà nella visita.

Per avere più dettagl sui templi, vi consiglio di leggere il post: Cosa vedere ad Angkor: i templi più belli da non perdere

I templi del Grande Circuito che abbiamo visitato sono stati:

  • Preah Khan
  • Neak Pean
  • Ta Som
  • Mebon Orientale
  • Banteay Kdei
  • Pre Rup

 


IL PICCOLO CIRCUITO DI ANGKOR

Il secondo giorno (o il terzo, potete invertirli) dedicatelo al Piccolo Circuito, della lunghezza di 17 km. Il percorso si estenda dalla Royal Square dell’Angkor Thom verso est, passando per il Victory Gate, la porta della Vittoria. A questo circuito appartengono i templi più famosi di Angkor, di cui abbiamo ammirato decine di foto o che abbiamo addirittura intravisto in qualche set cinematografico. Protagonista indiscusso: l’iconico Angkor Wat.

Per avere più dettagl sui templi, vi consiglio di leggere il post: Cosa vedere ad Angkor: i templi più belli da non perdere

I templi del Piccolo Circuito che abbiamo visitato sono stati:

  • Angkor Wat
  • Bayon
  • Ta Prohm
  • Baphoun
  • Phimeanakas
  • Terrazza degli Elefanti e del Re Lebbroso

 

angkor wat

Il maestoso Angkor Wat

DINTORNI DI ANGKOR E SIEM REAP

Per visitare a fondo il complesso di Angkor servirebbe molto più tempo, su questo non ci sono dubbi. Tuttavia, se vi sentite soddisfatti della visita fatta nei due giorni precedenti, ci sono delle tappe nei dintorni di Siem Reap che vi consiglio di non perdere.

Banteay Srei

Il Banteay Srei è un tempio induista del X secolo d.C. situato a circa 35km da Siem Reap. Il suo nome significa “Fortezza delle donne” ed è dedicato al dio indù Shiva. La maggior parte del tempio è costruito in arenaria rossa e le colonne e le pareti interne presentano un numero incredibile di decorazioni dettagliatissime. Vi consiglio di visitarlo di prima mattina, in quanto molto affollato durante il giorno.

banteai srei

Tempio Banteai Srei

Phnom Kulen

Phnom Kulen è un massiccio collinare ad una quarantina di chilometri da Siem Reap. Pensate che è considerato dai Khmer il monte più sacro della Cambogia, ed è costantemente meta di pellegrinaggi. L’entrata non è economica, viene 20$, ma non ci siamo pentiti di averli spesi. Phnom Kulen è un’ottima tappa per fare una sosta tra le visite ai vari templi e l’attività imperdibile è… fare il bagno sotto le cascate! Divertente, rilassante e rinfrescante. Non dovrete preoccuparvi di nulla, troverete anche un camerino per cambiarvi e delle box a noleggio (1$) dove riporre i vostri effetti personali mentre vi godete il bagno. L’altro punto di interesse è il tempio buddista di Preah Ang Thom, con un famoso Buddha reclinato scolpito nella roccia.

Cascate del Phnom Kulen

Cascate del Phnom Kulen

Villaggio galleggiante: Kompong Khleang

L’ultima tappa della giornata è stata per noi il villaggio galleggiante (floating village) Kompong Khleang. Dista circa 55km da Siem Reap ed è dimora di più di 10000 persone, molte abitanti del villaggio da generazioni. Il nostro driver ci ha condotto attraverso la strada principale fino al “porto”. E’ stato emozionate passare tra le palafitte, sbirciare dentro alle abitazioni, intravedere disordine, povertà e tanti, tantissimi, bambini. La sensazione più forte che si prova è quella di comunità. Tutti si conoscono, tutti si riuniscono nelle proprie case. Case traballanti, che si posano su pilastri di legno marcio che finiscono in un’acqua fangosa e sporca, in cui i bambini non esitano però a fare un bagno.

Raggiunto il porto è iniziata la nostra navigazione sul fiume, passando dalle case galleggianti, ai campi coltivati fino ad arrivare al al più grande lago di acqua dolce di tutto il sud est asiatico: il Tonle Sap. Qui fate una sosta e, senza fretta, fatevi accompagnare dalle onde.

Conserviamo decine di foto delle ore passate al Kompong Khleang e tantissimi ricordi, pezzetti di vita vissuta di persone che fanno del loro meglio per sopravvivere con tutti i mezzi a disposizione. Chi pesca, chi ripara barche, chi coltiva i campi. Quando vi trovate a Siem Reap per visitare Angkor, prendetevi una pausa e venite qui, per avere un assaggio della Cambogia più autentica.

Kompong Khleang

Scorci di vita a Kompong Khleang

Kompong Khleang

Una palafitta a Kompong Khleang

Travelers, spero che questo post vi sia d’aiuto e d’ispirazione per visitare Angkor ed i dintorni di Siem Reap. Un bellissimo pezzetto di mondo, che vi lascerà a bocca aperta per la sua maestosità e con il cuore colmo di splendidi ricordi. Ve lo posso assicurare.

Spero come sempre di aver risposto a tutte le vostre domande, se così non fosse lasciatemi un commento qui sotto e soddisferò tutte le vostre curiosità.

A presto,

Martina

About the Author

Martina

Sono Martina, abito a Padova e nella vita, oltre ad essere un’instancabile viaggiatrice, sono una Web Developer a tempo pieno. Amo la fotografia. Spero di riuscire ad ispirare chi, come me, è animato da una grande passione per la scoperta di posti nuovi.

2 Comments

  1. Ciao Martina,
    bellissimo e interessantissimo post che mi sarà molto utile questa estate visto che farò una tappa a Siem Reap! Avrei una domanda relativa al villaggio Kompong Khleang! Vi siete organizzati in autonomia con un taxi? Ho visto un pò di compagnie che offrono l’escursione, ma mi sembrano tutte troppo costose e senza senso…. che cosa mi consigli?
    Grazie! Silvia

    • Ciao Silvia,

      sono contenta che il post ti sia d’aiuto! Per quanto riguarda la visita al Kompong Kheang, l’abbiamo inserita nell’itinerario concordato con il nostro driver, che per due giorni ci ha portati in giro in tuk tuk ed uno (quello in cui abbiamo visitato anche il villaggio galleggiante) in auto. C’è da dire che la visita, a prescindere dal trasporto, ha comunque un costo, che se non erro è abbastanza alto, di 25$ a testa. Se credi che le offerte trovate finora non siano vantaggiose, potresti accordarti una volta a Siem Reap con un driver. Altrimenti potresti contattare Ngin Phalit (trovi il link al suo profilo nel post) ed accordarti con lui anche solo per una giornata, puoi fargli il mio nome. Ne vale davvero la pena è una tappa che rifarei!

      Se hai biosogno di altre informazioni, sono sempre disponibile.

      Martina

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