Se amate le Dolomiti e cercate un’escursione ad anello panoramica, ben segnalata e ricca di scorci iconici, il giro dei rifugi che parte da Passo Giau è una di quelle camminate da fare almeno una volta. La volevo pianificare da tempo, anche perchè parliamo di Dolomiti Venete, gioco in casa!, e finalmente l’abbiamo recuperata. Posso dire che la fama se l’è meritata tutta, perchè è davvero meravigliosa!
In questo articolo trovate il racconto dell’esperienza, i dettagli pratici per organizzarla (sentieri, tempi, dislivello, parcheggio) e qualche consiglio su come affrontarla al meglio.
Perché questo anello è così famoso
Il giro ad anello classico da Passo Giau tocca alcuni dei punti più fotografati delle Dolomiti bellunesi:
- la conca di Passo Giau con vista su La Gusela del Nuvolau
- i rifugi Averau e Nuvolau, appollaiati sotto una delle cime simbolo della zona
- il rifugio Scoiattoli, proprio davanti al gruppo delle Cinque Torri
- il Rifugio Cinque Torri e l’area del Museo all’aperto delle postazioni italiane della Grande Guerra
Il risultato è un itinerario vario: pascoli d’alta quota, pietraie, tratti esposti ma mai tecnici, e panorami che spaziano su Tofane, Civetta, Marmolada e, ovviamente, il gruppo delle Cinque Torri.
Non serve essere alpinisti esperti, ma è comunque un’escursione di media difficoltà, da affrontare con scarpe da trekking adeguate e un minimo di allenamento.
Dati tecnici dell’escursione
Prima di entrare nel racconto, ecco i numeri principali, utili anche per chi vuole solo farsi un’idea rapida:
- Punto di partenza/arrivo: Passo Giau (2.236 m), tra Colle Santa Lucia e Cortina d’Ampezzo
- Tipologia: anello
- Lunghezza: circa 11–12,5 km a seconda delle varianti
- Dislivello positivo: intorno ai 700–850 m D+
- Tempo di percorrenza: 4h30–5h30 di cammino effettivo, pause escluse (5–6 ore totali con soste)
- Sentieri principali: CAI 452, 439, 443 (e brevi tratti di 464/425 a seconda delle varianti)
- Difficoltà E (escursionisti) – sentieri ben tracciati, qualche tratto più ripido e sassoso nella discesa verso Passo Giau
Se includete la salita al Rifugio Nuvolau (il punto più alto del giro), considerate almeno 5 ore di cammino.
Dove dormire vicino a Passo Giau
Nelle immediate vicinanze di Passo Giau, se escludiamol’hotel esattamente sul passo, le strutture ricettive non abbondano. Nei dintorni però sono tante le località in cui non avrete difficoltà a trovare l’alloggio più adatto alle vostre esigenze. La mappa qui sotto sarà d’aiuto:
Dove parcheggiare e come arrivare a Passo Giau
Il punto di partenza è il parcheggio di Passo Giau. In alta stagione (luglio–agosto) e nei weekend, però, si riempie molto presto: l’ideale è arrivare entro le 8:30–9:00, soprattutto se volete godervi meno folla sui sentieri.
Da alcuni anni, per ridurre il traffico, sono attivi servizi di navetta dai paesi della valle (es. Colle Santa Lucia, Selva di Cadore, Cortina) e in certi periodi le strade forestali possono essere chiuse al traffico privato in alcune fasce orarie.
Prima di partire, controllate sempre:
- eventuali chiusure stradali sul sito del Parco delle Dolomiti o della provincia di Belluno
- orari e tariffe delle navette estive (di solito intorno ai 10€ a tratta per adulto)
Se andate in bassa stagione (giugno, settembre, ottobre), generalmente non ci sono restrizioni e trovate parcheggio con più tranquillità. Io ci sono stata l’ultimo sabato di agosto: intorno alle 9 ho trovato parcheggio lungo la strada e, sebbene in generale ci fosse abbastanza gente, i sentieri non erano mai affollati.


L’itinerario completo dei rifugi da Passo Giau
Qui sotto trovate descritte tutte le tappe del percorso, che è piuttosto semplice da seguire grazie ai rifugi come punti di riferimento.
Da Passo Giau al Rifugio Averau (sentiero 452)
Dall’area parcheggio, vi posizionate davanti alla conca di Passo Giau: la vista su La Gusela e sulle pareti circostanti valgono, da sole, il viaggio. Dietro l’hotel-ristorante di Passo Giau seguite le indicazioni per il sentiero 452 in direzione Rifugio Averau/Nuvolau.
Il primo tratto è un comodo sterrato che sale dolcemente tra pascoli e ghiaioni. La pendenza si fa sentire, ma senza strappi. Man mano che salite, la visuale su Passo Giau si allarga e iniziate a inquadrare meglio la linea del Nuvolau sopra di voi.
In circa 1h 30m raggiungete il Rifugio Averau (2.413 m), incastonato sotto la forcella Nuvolau. Noi abbiamo percorso il sentiero passando sotto alla seggiovia Fedare e salendo a destra, ma esiste una variante che sale prima. Per raggiungere il Rifugio Averau vi attende una bella salita, breve ma faticosa.
Una volta arrivati il rifugio sarà una tappa ideale per una prima pausa, sebbene i prezzi (vi allerto) siano molto alti.


Dal Rifugio Averau al Rifugio Nuvolau (sentiero 439)
Da qui, se ve la sentite, la salita al Rifugio Nuvolau (2.575 m) è quasi d’obbligo. Dall’Averau seguite il sentiero 439 che sale verso la forcella e poi alla cima: sono circa 160–170 m di dislivello in 30–40 minuti, su terreno più ripido e a tratti sassoso.
La ricompensa è il panorama: dal Nuvolau lo sguardo spazia a 360° su Tofane, Civetta, Marmolada, Pelmo e naturalmente sulle Cinque Torri che vedrete da vicino nel seguito dell’anello. Prendetevi il vostro tempo, è una delle viste più belle di tutte le Dolomiti. Una curiosità: Il Rifugio Nuvolau è il rifugio alpino più antico di tutte le Dolomiti, inaugurato l’11 agosto 1883.
Dopo la sosta, si torna indietro sullo stesso sentiero fino all’Averau, per poi proseguire verso il passo successivo. Se non avete un motivo particolare per tornare esattamente all’Averau, potete scendere tenendo la destra.


Dal Nuvolau al Rifugio Scoiattoli (sentiero 439)
Continuate sul 439, ma questa volta in discesa verso il Rifugio Scoiattoli (2.255 m). Il sentiero attraversa un ambiente più “lunare”, tra ghiaioni e piccole forcelle, con le Cinque Torri che si fanno via via più presenti davanti a voi.
In circa 30–40 minuti siete allo Scoiattoli: il rifugio è inconfondibile, proprio di fronte al gruppo delle torri e spesso molto frequentato, soprattutto a pranzo, anche perché raggiungibile con gli impianti. Lo noterete dal tipo di clientela variegato.


Dal Rifugio Scoiattoli al Rifugio Cinque Torri (sentiero 443 / varianti interne)
Dallo Scoiattoli seguite le indicazioni per il Rifugio Cinque Torri (2.137 m). Il percorso si snoda tra le formazioni rocciose delle torri, su sentieri a volte più stretti e a tratti un po’ esposti, ma sempre ben segnati.
Qui avete due possibilità:
- Passare direttamente al Rifugio Cinque Torri lungo il sentiero principale.
- Fare un giro più interno, passando per il Museo all’aperto delle postazioni italiane della Grande Guerra, con trincee, camminamenti e postazioni restaurate.
Anche se non ho visitato il Museo, vi consiglio la seconda opzione: permette di inoltrarvi proprio nel cuore delle Cinque Torri.
Bene arrivati al Rifugio Cinque Torri! Più tranquillo, meno patinato, è un altro punto panoramico strategico: da qui lo sguardo spazia sulla valle del Boite, sulle Tofane e su buona parte dell’anello che avete già percorso.
Dal Rifugio Cinque Torri a Passo Giau (sentiero 443)
L’ultimo tratto è quello che chiude l’anello: dal Rifugio Cinque Torri seguite il sentiero 443 in direzione Passo Giau.
Rispetto ai primi tratti, questa parte risulta più impegnativa: ci sono alcuni strappi in salita prima di ridiscendere verso il passo e il terreno è spesso sassoso e irregolare, soprattutto nella discesa finale.
È il momento in cui sentirete davvero il dislivello complessivo dell’escursione: non è tecnicamente difficile, ma richiede un passo costante e un po’ di resistenza. In totale, da Cinque Torri a Passo Giau ci vogliono circa 1h45–2h, a seconda del ritmo e delle soste.


Consigli pratici per affrontare il giro
Qualche suggerimento basato sull’esperienza diretta e su quanto riportano anche le fonti locali:
- Partite presto, soprattutto in estate e nei weekend: evitate la folla sui sentieri più stretti e trovate parcheggio senza stress.
- Acqua e pranzo: i rifugi possono essere molto affollati. Portate almeno 1,5–2 litri d’acqua a persona e qualcosa da mangiare, nel caso voleste fare pause veloci fuori dai rifugi.
- Abbigliamento: anche in estate, in quota il tempo cambia in fretta. Meglio avere sempre uno strato caldo e un guscio antivento/antipioggia nello zaino.
- Scarpe: trekking medio-alto, con suola scolpita e buona stabilità; alcuni tratti sono su ghiaione e pietraia.
- Rispetto dell’ambiente: restate sui sentieri segnati, non raccogliete fiori o sassi, e portate via tutti i rifiuti. Sono buone norme che fanno la differenza in aree così frequentate.
Quando andare: estate, bassa stagione e autunno
L’anello è percorribile da giugno a ottobre, a seconda delle condizioni meteo e della neve residua.
- Estate: giornate lunghe, rifugi aperti, ma anche molta più gente. Ideale se vi alzate presto e preferite l’atmosfera “viva” dei sentieri.
- Bassa stagione (giugno, settembre): spesso il compromesso migliore: meno folla, temperature più miti, colori interessanti.
- Autunno: è un altro periodo fantastico. I pascoli si tingono di giallo e rosso, l’aria è più limpida e la luce è perfetta per le foto. Tenete solo presente che alcuni rifugi potrebbero ridurre gli orari o chiudere a stagione avanzata, quindi controllate prima.
Se cercate un’esperienza più tranquilla, puntate a una giornata feriale di settembre o inizio ottobre: avrete sentieri più liberi e un’atmosfera più intima, pur con servizi ancora attivi.
A chi è adatto questo itinerario
Il giro ad anello da Passo Giau è indicato per:
- escursionisti con un minimo di abitudine a camminate di 4–6 ore
- persone che non hanno particolari problemi di ginocchia in discesa (la parte finale può essere impegnativa)
- chi cerca un itinerario panoramico, ben segnalato e ricco di punti di appoggio (rifugi, sentieri chiari)
Non è invece adatto a chi è completamente alle prime armi con il trekking in quota e a chi ha limitazioni motorie importanti o problemi di equilibrio su terreno irregolare.
Se avete già fatto qualche giornata in montagna e vi sentite a vostro agio su sentieri di media difficoltà, questo anello è un ottimo step per alzare gradualmente il livello.
State pianificando anche voi questa escursione?
Se avete domande vi leggo volentieri nei commenti.
Alla prossima,
Martina



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