Ella è una delle tappe più famose della Hill Country e, se state pianificando un viaggio in Sri Lanka, il nome non vi giungerà nuovo. Si tratta di una piccola località turistica immersa tra piantagioni di tè, gole verdi e ferrovie coloniali, punto di partenza perfetto per esplorare i dintorni e per cimentarsi in trekking panoramici, oltre alle tante esperienze che vi suggerirò tra poco.
Spesso Ella viene paragonata a Ubud, a Bali. Trovo il paragone un po’ forzato, ma alcune similitudini ci sono. In questo articolo trovate un itinerario di 3 giorni a Ella basato sulla mia esperienza diretta, con tutti i dettagli pratici per organizzarlo al meglio: cosa vedere, dove dormire, dove mangiare e come muoversi.
Come arrivare a Ella: il treno panoramico da Nanu Oya
Il modo più suggestivo per raggiungere Ella è il famoso treno panoramico. Nel nostro caso, abbiamo percorso la tratta che collega Nanu Oya a Ella. L’avventura inizia già dalla prenotazione, ma ne è decisamente valsa la pena. Ho approfondito il viaggio in treno in un articolo dedicato:
Ella Sri Lanka 3 giorni: come ho organizzato l’itinerario
Tre giorni a Ella sono sufficienti per vedere i punti principali senza correre troppo, a patto di organizzare bene le giornate e la pianificazione dei trekking. Ho strutturato il soggiorno così:
- Giorno 0: arrivo con il treno e check-in in hotel
- Giorno 1: trekking sull’Ella Rock, seguito cooking class al tramonto
- Giorno 2: Lipton’s Seat al mattino, pomeriggio tra Nine Arch Bridge e Little Adam’s Peak
- Giorno 3: partenza verso Udawalawe con sosta alle Diyaluma Falls
Di seguito trovate il dettaglio giorno per giorno, con tempi, percorsi e consigli pratici.
Giorno 1 – Ella Rock e cooking class
Ella Rock: il trekking più impegnativo della zona
Il primo vero giorno a Ella l’abbiamo dedicato al trekking più famoso e impegnativo della zona: Ella Rock. La cima si trova a circa 1040 metri e offre una vista diretta sulla gola di Ella, su Little Adam’s Peak e sulle vallate circostanti.
Il punto di partenza classico è Ella, ma per accorciare un po’ i tempi si può iniziare da Kitha Ella, un piccolo villaggio poco fuori dal centro. Complici le temperature piuttosto alte al momento della nostra visita (e una sveglia non propriamente all’alba), anche noi abbiamo deciso di fare così. Ingaggiate un tuk tuk e chiedete di portarvi alla stazione di Kitha Ella. Da qui iniziate a camminare sui binari – lo so, suona strano, ma in Sri Lanka si fa di frequente perché i treni viaggiano lenti e si sentono arrivare da lontano – e ad un certo punto troverete indicazioni per il sentiero sulla sinistra. Così facendo si evitano circa 30–40 minuti di camminata, quelli che altrimenti andranno percorsi, sempre sui binarei, per raggiungere Kitha Ella da Ella.
I dati indicativi del trekking sono:
- Distanza: circa 6 km andata e ritorno
- Dislivello: intorno ai 400 m D+
- Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Il sentiero alterna tratti su binari della ferrovia, passaggi nel bosco e salite più ripide prima dell’ultimo strappo sulla roccia. Non è tecnicamente difficile, ma richiede un minimo di allenamento e scarpe con buona suola, soprattutto nella parte finale più esposta.
Il panorama è magnifico e vi suggerisco di non fermarvi al primo viewpoint ma di proseguire anche verso il secondo, poco distante. Se potete, partite la mattina presto perché la luce sarà migliore.


Theeban’s Cooking Class: cena con vista e cucina locale
Dopo il trekking, nel tardo pomeriggio, abbiamo partecipato alla cooking class di Theeban, un’esperienza che consiglio senza esitazione. La casa di Theeban è collocata in una posizione panoramica sopra Ella, con vista sulla gola e sulle colline circostanti. Insieme a Theeban e sua moglie si preparano diversi piatti della tradizione singalese, usando ingredienti locali e spezie fresche, per poi sedersi a tavola e gustare quello che è stato cucinato, insieme agli altri compagni di corso. Un’esperienza bellissima di condivisione.


Se cercate un’attività meno scontata da inserire nel vostro itinerario a Ella, questa è una delle scelte migliori. Theeban inoltre parla un ottimo Inglese, questo faciliterà non solo la comprensione delle ricette, ma anche il resto della conversazione durante la serata.
Vi lascio qui sotto altre valide alternative sempre a tema cucina o tè:
Giorno 2 – Lipton’s Seat, Nine Arch Bridge e Little Adam’s Peak
Lipton’s Seat: il belvedere di Sir Thomas Lipton a 1.900 metri
Il secondo giorno è stato dedicato a uno dei punti più iconici della regione del tè: Lipton’s Seat, il belvedere da cui Sir Thomas Lipton osservava le sue piantagioni.
Situato a circa 1900 metri di altitudine, sopra Haputale, il punto offre una vista a 360° sulle vallate sottostanti e, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino alla costa. Il meteo qui è molto variabile: anche quando a Ella splende il sole, in quota potete trovare nebbia fitta o nuvole basse. Vale comunque la pena provare, intanto perché quando il cielo si apre il panorama è impressionante e in secondo luogo perché a mio parere la parte più bella dell’esperienza rimane camminare tra le piantagioni, come vi raccoto tra poco.
Per arrivare ci sono diverse opzioni:
- Taxi o auto privata da Ella: circa 1h 15m di strada, la soluzione più comoda se volete gestire bene i tempi, dall’ingresso delle piantagioni servirà un tuk tuk.
- Treno: prendete il treno verso Haputale, poi dalla stazione un tuk tuk fino al punto di partenza del sentiero.
Noi abbiamo scelto la prima opzione: siamo arrivati al Lipton’s Seat in tuk tuk per poi scendere a piedi per 6km al punto di partenza, che coincide con la fabbrica, dove ci attendeva il nostro driver. Il percorso è meraviglioso perchè attraversa le coltivazioni: un’immersione totale nel paesaggio del tè, con sentieri che serpeggiano tra le file di piante e scorci magnifici sulla valle.


Qualche cenno storico: Sir Thomas Lipton arrivò a Ceylon (l’attuale Sri Lanka) alla fine dell’Ottocento, quando l’isola era ancora sotto il dominio britannico. Prima del tè, a Ceylon si coltivava soprattutto caffè, ma una malattia delle piante distrusse gran parte delle piantagioni nella seconda metà del XIX secolo. Fu allora che i proprietari terrieri iniziarono a convertire le colture al tè, puntando su una pianta più resistente e adatta al clima di montagna. Lipton intuì per tempo il potenziale di questa trasformazione: acquistò vaste proprietà nella zona di Haputale e, grazie a un’abile strategia commerciale, fece del tè di Ceylon un’eccellenza di fama globale. Il belvedere prende il nome proprio da lui, perché era il punto da cui amava osservare i suoi possedimenti e ospitare gli ospiti illustri.
Una nota sulle fabbriche del tè: le piantagioni della zona appartengono alla Dambatenne Tea Factory. Nel nostro caso abbiamo preferito non visitare la fabbrica perchè avevamo già fatto questa esperienza alla Somerset a Nanu Oya, più piccola, meno affollata e con un approccio più intimo alla produzione del tè. Se siete appassionati, vale assolutamente la pena includerne almeno una nel vostro itinerario, ma la Dambatenne non è la prima che suggerisco.
Nine Arch Bridge: il ponte coloniale
Tornati verso Ella, il pomeriggio è stato dedicato a uno dei simboli dello Sri Lanka: il Nine Arch Bridge, il ponte a nove arcate costruito in epoca coloniale tra Ella e Demodara.
La particolarità di questo viadotto ferroviario è la sua costruzione: nessun utilizzo di metallo o acciaio, solo pietra, mattoni e cemento. Fu progettato dagli ingegneri britannici durante la costruzione della linea ferroviaria di montagna e inaugurato nel 1921. Come vi ho raccontato sopra, ancora oggi i treni lo attraversano regolarmente, offrendo uno degli spettacoli più fotografati della Hill Country.
Noi ci siamo fatti portare dal driver, di ritorno da Haputale, all’imbocco del sentiero che lo collega a Ella. Da qui la camminata è breve. Potete attraversare il ponte a piedi (quando non ci sono treni in arrivo) e godervi il panorama sulle gole sottostanti. La cosa migliore è ovviamente sincronizzare la propria visita al passaggio di un treno, uno dei punti migliori da cui assistere e in generale da cui scattare foto è il Cafè Soul. Verificate sempre in anticipo gli orari del passaggio.


Little Adam’s Peak: dove vedere il tramonto a Ella
A pochi passi dal Nine Arch Bridge inizia il sentiero per Little Adam’s Peak, una delle escursioni più accessibili e panoramiche della zona. Rispetto a Ella Rock, qui il dislivello è più contenuto e il percorso è più breve, il che lo rende perfetto per il tardo pomeriggio o per chi cerca un trekking leggero ma con grande ricompensa. La salita comunque si fa sentire, tenetelo in considerazione. Non ci sono passaggi tecnici, ma è comunque meglio indossare scarpe adatte e con buona adesione.
Dalla sommità la vista spazia sulla gola di Ella, su Ella Rock e sulle vallate circostanti. È anche uno dei punti migliori per godersi il tramonto.


Giorno 3 – Verso Udawalawe con sosta alle Diyaluma Falls
L’ultimo giorno abbiamo lasciato Ella per dirigerci verso la prossima tappa del viaggio, Udawalawe. Lungo la strada abbiamo pevisto una deviazione che merita decisamente qualche ora: le Diyaluma Falls.
Diyaluma Falls: le seconde cascate più alte del paese
Le Diyaluma Falls sono considerate le seconde cascate più alte dello Sri Lanka, con un salto totale di circa 220 metri. Si trovano vicino a Koslanda, sulla strada tra Ella e Wellawaya, e sono raggiungibili con una breve deviazione rispetto all’itinerario principale.
Per visitarle abbiamo raggiunto Koslanda in auto con un driver e da lì abbiamo proseguito con un tuk tuk locale fino al punto di accesso superiore. Da qui, un sentiero relativamente breve porta a una serie di piscine naturali scavate nella roccia, dove è possibile fermarsi per una pausa e per dei bagni prima di ammirare il salto principale.
In questi casi di solito noi procediamo tranquillamente in autonomia, ma il nostro driver di tuk tuk si è offerto di accompagnarci e siccome era nato un buon feeling ne siamo stati felici. Si chiama Asanka e non posso che suggerirvi di contattarlo. Conosce perfettamente i percorsi, i punti sicuri per fare il bagno, parla un buon Inglese e vi farà anche delle belle foto. Per i riferimenti seguite questo link.
Se state organizzando un itinerario di 3 giorni a Ella e prevedete già di spostarvi verso il sud o l’est dello Sri Lanka, inserire le Diyaluma Falls come tappa intermedia è un ottimo modo per spezzare il viaggio e aggiungere un’esperienza naturalistica di grande impatto.


Dove dormire a Ella: meglio fuori dal centro
Ella è una località piccola e molto turistica: il centro è pieno di guesthouse, hostel e ristoranti, ma non è particolarmente affascinante e tende a essere rumoroso, soprattutto la sera.
Il mio consiglio è di cercare alloggio appena fuori dal centro, nelle zone più verdi e panoramiche sulle colline circostanti. In questo modo godrete di maggiore tranquillità, soprattutto la notte, e viste decisamente migliori sulla valle. Vi confesso che ripenso spesso colazioni panoramiche sul terrazzo della nostra camera.
Noi siamo stati molto bene all’Ever Green Mount, una struttura poco sopra il centro, immersa nel verde e con camere semplici ma pulite, personale disponibile e una vista bellissima sulla gola. Il titolare ha un tuk tuk quindi potete organizzare con lui gli spostamenti, anche solo per scendere in centro, scrivendogli su WhatsApp quando avete bisogno.


Dove mangiare a Ella: i nostri ristoranti preferiti
Nonostante le dimensioni ridotte, Ella offre un’ampia varietà di ristoranti e café, adatti a diversi budget e stili. Ecco tre posti che ci sono piaciuti particolarmente:
- The Clay Pot: ristorante specializzato in ricette locali in un’atmosfera accogliente a pochi passi dalla via principale. Decisamente consigliato.
- River Face Restaurant: abbiamo pranzato qui dopo il trekking ad Ella Rock, lo noterete di sicuro perchè si trova esattamente sui binari. Ottimo!
- Café Chill: uno dei locali più conosciuti di Ella, il menu internazionale ed è una buona scelta se volete prendervi una pausa dalla cucina singalese (che comunque io ho amato!).
In generale, la zona del centro è piena di opzioni. Considerate però anche che Ella è una delle località più turistiche del paese, quindi in fatto di ristoranti vale la pena scegliere con cura.
Informazioni pratiche per organizzare 3 giorni a Ella in Sri Lanka
Quando andare a Ella
Ella si può visitare tutto l’anno, ma i periodi migliori sono generalmente da dicembre a marzo, quando il clima è più secco, le temperature sono piacevoli e la visibilità è buona, e luglio–agosto, che rappresenta la seconda stagione secca, anche se con possibili rovesci pomeridiani. Nella stagione delle piogge i trekking restano fattibili, ma i sentieri possono essere scivolosi e le viste spesso coperte da nebbia o nuvole basse, soprattutto in quota (come a Lipton’s Seat).
Come muoversi a Ella
Per gli spostamenti intorno a Ella le opzioni principali sono a piedi, per Nine Arch Bridge, Little Adam’s Peak e parte dei sentieri per Ella Rock; in tuk tuk, per raggiungere rapidamente punti come Kitha Ella o il centro di Ella, a seconda di dove alloggiate; oppure con driver, comodi per Lipton’s Seat e per le tappe intermedie come le Diyaluma Falls.
I prezzi dei tuk tuk e delle auto private variano in base alla distanza e alla contrattazione; se fate più tratte con lo stesso conducente, spesso potete concordare una tariffa complessiva più vantaggiosa. Non abbiamo utilizzato bus in questa tappa, ma sono certa che Ella sia una delle località meglio collegate.
Ella: quanti giorni servono?
Tre giorni a Ella sono un buon compromesso per vedere i punti principali senza correre. Per noi, che ci dedichiamo parecchio anche al trekking, sono stati perfetti. Anche due giorni possono andare bene se non vi interessa salire sull’Ella Rock. Però, anche in questo caso, non si fa di certo fatica a trovare un’alternativa: vi suggerirei ad esempio il Mahamevnawa Buddhist Monastery, che purtroppo non abbiamo fatto in tempo a visitare.
Con un minimo di organizzazione e questi tre giorni ben distribuiti tra trekking, panorami ed esperienze locali, Ella diventa una delle tappe più memorabili del viaggio in Sri Lanka.
Vi leggo nei commenti per qualsiasi domanda o curiosità in merito a questa tappa.
Alla prossima,
Martina


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